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Dalla parte dei lavoratori

Primo piano

Pubblica Amministrazione: Aran, firmato rinnovo contratto Funzioni Centrali 2025-2027

È stata siglata oggi l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali, relativo al triennio 2025-2027. Lo comunica l'Aran spiegando che gli elementi caratterizzanti tale Ipotesi sono:  a) l’introduzione di una specifica disciplina contrattuale dedicata all’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di accompagnare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, tutela dei lavoratori e centralità della decisione umana. In particolare, viene previsto il diritto all’informazione preventiva sull’utilizzo di sistemi di IA, il divieto di decisioni integralmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro, nonché specifici percorsi formativi per favorirne un utilizzo consapevole e responsabile;  b) il rafforzamento degli istituti di partecipazione sindacale, attraverso l’ampliamento delle informazioni preventive e l’estensione delle materie oggetto di confronto e contrattazione integrativa, anche con riferimento ai processi di digitalizzazione e all’impiego dell’Intelligenza Artificiale;  c) una maggiore attenzione allo sviluppo professionale del personale mediante la previsione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze e di strumenti di pianificazione strategica delle conoscenze e dei saperi, finalizzati a sostenere la crescita professionale, la mobilità interna e l’adeguamento delle competenze ai processi di innovazione organizzativa e tecnologica;  d) il miglioramento della disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto, con il rafforzamento delle misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e la possibilità di ampliare il numero delle giornate svolte a distanza per i lavoratori che presentino particolari esigenze di salute, esigenze connesse alla genitorialità o che assistano familiari con disabilità grave;  e) la revisione di alcuni istituti del rapporto di lavoro, tra cui le progressioni economiche all’interno delle aree, le posizioni organizzative e professionali, l’orario flessibile, i congedi dei genitori e gli istituti di tutela della salute, con l’obiettivo di rendere più efficaci i percorsi di valorizzazione professionale e più coerenti le misure di sostegno alle esigenze dei dipendenti;  f) il rafforzamento degli strumenti di contrattazione integrativa e dei fondi destinati alla valorizzazione del personale, anche attraverso l’incremento delle risorse dei Fondi per il trattamento accessorio. Il Presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha dichiarato “Sono molto soddisfatto per questo risultato e lo sono per ragioni che vanno oltre i numeri, pur significativi. Firmare un contratto durante il suo periodo di vigenza non è un dettaglio procedurale: è la dimostrazione che il sistema di contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato, tempestivo e al servizio dei lavoratori. La sottoscrizione di tre contratti per le Funzioni centrali in poco più di quattro anni erano impensabili fino a qualche anno fa. Tuttavia, ciò che mi rende più orgoglioso è l’introduzione, per la prima volta in assoluto, di un titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale. Abbiamo scelto la strada del contratto, non della legge né della regolazione unilaterale, per presidiare i diritti dei lavoratori nell’era algoritmica. Questo significa che la contrattazione collettiva sa ancora essere strumento di governo dell’innovazione, e non semplice spettatore”.   In materia di trattamento economico, l’accordo riconosce a ciascun dipendente un incremento stipendiale pari a 162 euro mese medi per 13 mensilità. L’ipotesi esplicherà i suoi effetti solo a seguito della sottoscrizione definitiva, che potrà avvenire al termine del percorso di verifica e certificazione. 

Lavoro forzato: Calderone, non può e non deve trovare spazio nelle nostre economie

"Il lavoro forzato non può e non deve trovare alcuno spazio nelle nostre economie, nelle nostre catene del valore e nelle nostre società". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Marina Calderone che ha consegnato oggi formalmente a Ginevra, a nome del Governo italiano, lo strumento di ratifica del Protocollo del 2014 relativo alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) n. 29 sul lavoro forzato. Con questo atto l’Italia completa ufficialmente la ratifica di tutti gli strumenti normativi fondamentali dell’OIL, consolidando e rafforzando il proprio pieno sostegno al sistema internazionale degli standard del lavoro. “La consegna di questo strumento di ratifica - ha aggiunto il ministro - conferma in modo concreto e tangibile l’impegno in prima linea dell’Italia nella promozione dei principi fondamentali del lavoro e dei diritti umani. In un contesto internazionale profondamente complesso, segnato da trasformazioni radicali del mercato del lavoro e dall’insorgere di nuove vulnerabilità, riteniamo essenziale riaffermare con forza un principio cardine: il lavoro forzato non può e non deve trovare alcuno spazio nelle nostre economie, nelle nostre catene del valore e nelle nostre società. Questa giornata – ha concluso il Ministro – testimonia la determinazione del Governo italiano nel contrastare fermamente ogni forma di sfruttamento, coercizione e abuso. Continueremo a lavorare con determinazione per la promozione del lavoro dignitoso, della legalità e della giustizia sociale, sia a livello nazionale sia nello scenario globale, al fianco delle istituzioni internazionali e delle parti sociali”.

Lavoro: ad aprile cresce l’occupazione e cala la disoccupazione secondo l’Istat

Occupazione in aumento e disoccupazione in calo in Italia. Ad aprile 2026 - secondo l'Istat - il numero di occupati, pari a 24 milioni 337mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L’aumento coinvolge i dipendenti permanenti (16 milioni 480mila), quelli a termine (2 milioni 525mila) e gli autonomi (5 milioni 332mila). L’occupazione cresce anche rispetto ad aprile 2025 (+269mila occupati in un anno), sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+143mila) e degli autonomi (+190mila) e del calo dei dipendenti a termine (-64mila). Su base mensile il tasso di occupazione sale al 63,1%, quelli di disoccupazione e inattività calano rispettivamente al 5,1% e 33,4%. Ad aprile 2026, su base mensile, la crescita degli occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. L’aumento degli occupati (+0,5%, pari a +123mila unità) coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, per i quali il numero di occupati è sostanzialmente stabile. Il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti). Il calo delle persone in cerca di lavoro (-1,3%, pari a -18mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, tra i quali i disoccupati risultano in crescita. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,1 punti), quello giovanile 16,9% (-0,8 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -102mila unità) riguarda entrambi i sessi e tutte le classi d’età. Il tasso di inattività scende al 33,4% (-0,3 punti). Nel trimestre febbraio-aprile 2026 sono 108mila gli occupati in più Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2026 con quello precedente (novembre 2025-gennaio 2026) si registra un aumento di 108mila occupati (+0,4%). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-4,3%, pari a -60mila unità) e gli inattivi di 15-64 anni (-0,4%, pari a -46mila unità). Ad aprile 2026, la crescita del numero di occupati rispetto ad aprile 2025 (+1,1%, +269mila unità) riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte del calo tra i 15-24enni e i 35-49enni. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,6 punti. Rispetto ad aprile 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-16,6%, pari a -260mila unità) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -13mila unità). Ad aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’occupazione risulta in crescita di 0,4 punti per gli uomini e 0,3 punti per le donne; per entrambe le componenti il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività di 0,3 punti. Anche su base annua, il tasso di occupazione aumenta per uomini e donne (+0,4 e +0,8 punti rispettivamente) e diminuisce quello di disoccupazione (-0,9 e -1,1 punti); il tasso di inattività, invece, cresce per gli uomini (+0,3 punti) e cala per le donne (-0,2 punti). Ad aprile 2026, la crescita congiunturale del numero di occupati coinvolge i dipendenti permanenti (+0,5%), quelli a termine (+0,8%) e gli indipendenti (+0,6%). In termini tendenziali, l’occupazione cresce dello 0,9% tra i dipendenti permanenti e del 3,7% tra gli indipendenti, mentre cala del 2,5% tra i dipendenti a termine. Disoccupazione cresce nella fascia 35-49 anni Tra marzo e aprile 2026, per tutte le classi d’età si registra l’aumento del tasso di occupazione e la diminuzione di quello di inattività; il tasso di disoccupazione cresce per i  35-49enni e diminuisce per gli altri. Su base annua, il tasso di occupazione diminuisce tra i 15-24enni e aumenta nelle altre classi d’età; il tasso di disoccupazione cala in tutte le classi d’età, quello di inattività sale tra i 15-49enni e scende tra quanti hanno almeno 50 anni.

Per l’Istat a maggio migliora la fiducia dei consumatori ma cala quella delle imprese

A maggio migliora la fiducia dei consumatori italiani anche se quella delle imprese è in calo. Sono i dati diffusi dall'Istat dai quali emerge che il sentiment degli operatori economici mostra un andamento divergente, caratterizzato dal miglioramento della fiducia dei consumatori (che resta comunque al di sotto dei livelli registrati nei primi due mesi dell’anno), a fronte di un calo di quella delle imprese. Tutte le variabili che entrano nel calcolo del clima di fiducia dei consumatori presentano sviluppi positivi, ad eccezione dei giudizi sulla situazione economica generale e delle opinioni sull’opportunità di risparmi nella fase attuale. Per imprese calo fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni Il rallentamento della fiducia delle imprese è trainato dai cali registrati nei servizi di mercato e nelle costruzioni, mentre la manifattura resta stabile. L’unico comparto in controtendenza è il commercio al dettaglio, che mostra un lieve incremento della fiducia. Il clima di fiducia dei consumatori migliora, passando da 90,8 a 93,4; l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese, invece, è stimato in diminuzione (da 95,1 a 94,1). Tra i consumatori, si evidenzia un miglioramento delle opinioni sulla situazione economica personale e delle aspettative sulla situazione economica generale: sia il clima economico sia quello futuro aumentano (da 82,7 a 86,2 e da 82,5 a 87,2, rispettivamente), il clima personale sale da 93,8 a 96,0 e il clima corrente passa da 96,9 a 98,0. Migliorano i giudizi sugli ordini nella manifattura Con riferimento alle imprese, segnali contrastanti provengono dai comparti indagati: il clima di fiducia cala sia nei servizi di mercato sia nelle costruzioni (da 98,9 a 96,8 e da 100,8 a 99,4, rispettivamente) e rimane stabile nella manifattura (a 87,9); invece, la fiducia migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,8 a 101,0). Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione rimangono sostanzialmente invariate in presenza di un accumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili subiscono un calo. Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti.  Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è dovuto essenzialmente al miglioramento dei giudizi sulle vendite e ad una diminuzione delle scorte di magazzino; le attese sulle vendite, tuttavia, peggiorano.

Pubblica Amministrazione: Aran, firmato rinnovo contratto Funzioni Centrali 2025-2027

È stata siglata oggi l’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Comparto Funzioni Centrali, relativo al triennio 2025-2027. Lo comunica l'Aran spiegando che gli elementi caratterizzanti tale Ipotesi sono:  a) l’introduzione di una specifica disciplina contrattuale dedicata all’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di accompagnare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, tutela dei lavoratori e centralità della decisione umana. In particolare, viene previsto il diritto all’informazione preventiva sull’utilizzo di sistemi di IA, il divieto di decisioni integralmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro, nonché specifici percorsi formativi per favorirne un utilizzo consapevole e responsabile;  b) il rafforzamento degli istituti di partecipazione sindacale, attraverso l’ampliamento delle informazioni preventive e l’estensione delle materie oggetto di confronto e contrattazione integrativa, anche con riferimento ai processi di digitalizzazione e all’impiego dell’Intelligenza Artificiale;  c) una maggiore attenzione allo sviluppo professionale del personale mediante la previsione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze e di strumenti di pianificazione strategica delle conoscenze e dei saperi, finalizzati a sostenere la crescita professionale, la mobilità interna e l’adeguamento delle competenze ai processi di innovazione organizzativa e tecnologica;  d) il miglioramento della disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto, con il rafforzamento delle misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e la possibilità di ampliare il numero delle giornate svolte a distanza per i lavoratori che presentino particolari esigenze di salute, esigenze connesse alla genitorialità o che assistano familiari con disabilità grave;  e) la revisione di alcuni istituti del rapporto di lavoro, tra cui le progressioni economiche all’interno delle aree, le posizioni organizzative e professionali, l’orario flessibile, i congedi dei genitori e gli istituti di tutela della salute, con l’obiettivo di rendere più efficaci i percorsi di valorizzazione professionale e più coerenti le misure di sostegno alle esigenze dei dipendenti;  f) il rafforzamento degli strumenti di contrattazione integrativa e dei fondi destinati alla valorizzazione del personale, anche attraverso l’incremento delle risorse dei Fondi per il trattamento accessorio. Il Presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha dichiarato “Sono molto soddisfatto per questo risultato e lo sono per ragioni che vanno oltre i numeri, pur significativi. Firmare un contratto durante il suo periodo di vigenza non è un dettaglio procedurale: è la dimostrazione che il sistema di contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato, tempestivo e al servizio dei lavoratori. La sottoscrizione di tre contratti per le Funzioni centrali in poco più di quattro anni erano impensabili fino a qualche anno fa. Tuttavia, ciò che mi rende più orgoglioso è l’introduzione, per la prima volta in assoluto, di un titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale. Abbiamo scelto la strada del contratto, non della legge né della regolazione unilaterale, per presidiare i diritti dei lavoratori nell’era algoritmica. Questo significa che la contrattazione collettiva sa ancora essere strumento di governo dell’innovazione, e non semplice spettatore”.   In materia di trattamento economico, l’accordo riconosce a ciascun dipendente un incremento stipendiale pari a 162 euro mese medi per 13 mensilità. L’ipotesi esplicherà i suoi effetti solo a seguito della sottoscrizione definitiva, che potrà avvenire al termine del percorso di verifica e certificazione. 

Lavoro forzato: Calderone, non può e non deve trovare spazio nelle nostre economie

"Il lavoro forzato non può e non deve trovare alcuno spazio nelle nostre economie, nelle nostre catene del valore e nelle nostre società". Lo ha detto il Ministro del Lavoro, Marina Calderone che ha consegnato oggi formalmente a Ginevra, a nome del Governo italiano, lo strumento di ratifica del Protocollo del 2014 relativo alla Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) n. 29 sul lavoro forzato. Con questo atto l’Italia completa ufficialmente la ratifica di tutti gli strumenti normativi fondamentali dell’OIL, consolidando e rafforzando il proprio pieno sostegno al sistema internazionale degli standard del lavoro. “La consegna di questo strumento di ratifica - ha aggiunto il ministro - conferma in modo concreto e tangibile l’impegno in prima linea dell’Italia nella promozione dei principi fondamentali del lavoro e dei diritti umani. In un contesto internazionale profondamente complesso, segnato da trasformazioni radicali del mercato del lavoro e dall’insorgere di nuove vulnerabilità, riteniamo essenziale riaffermare con forza un principio cardine: il lavoro forzato non può e non deve trovare alcuno spazio nelle nostre economie, nelle nostre catene del valore e nelle nostre società. Questa giornata – ha concluso il Ministro – testimonia la determinazione del Governo italiano nel contrastare fermamente ogni forma di sfruttamento, coercizione e abuso. Continueremo a lavorare con determinazione per la promozione del lavoro dignitoso, della legalità e della giustizia sociale, sia a livello nazionale sia nello scenario globale, al fianco delle istituzioni internazionali e delle parti sociali”.

Lavoro: ad aprile cresce l’occupazione e cala la disoccupazione secondo l’Istat

Occupazione in aumento e disoccupazione in calo in Italia. Ad aprile 2026 - secondo l'Istat - il numero di occupati, pari a 24 milioni 337mila, è in crescita rispetto al mese precedente. L’aumento coinvolge i dipendenti permanenti (16 milioni 480mila), quelli a termine (2 milioni 525mila) e gli autonomi (5 milioni 332mila). L’occupazione cresce anche rispetto ad aprile 2025 (+269mila occupati in un anno), sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+143mila) e degli autonomi (+190mila) e del calo dei dipendenti a termine (-64mila). Su base mensile il tasso di occupazione sale al 63,1%, quelli di disoccupazione e inattività calano rispettivamente al 5,1% e 33,4%. Ad aprile 2026, su base mensile, la crescita degli occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. L’aumento degli occupati (+0,5%, pari a +123mila unità) coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, per i quali il numero di occupati è sostanzialmente stabile. Il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti). Il calo delle persone in cerca di lavoro (-1,3%, pari a -18mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, tra i quali i disoccupati risultano in crescita. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,1 punti), quello giovanile 16,9% (-0,8 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -102mila unità) riguarda entrambi i sessi e tutte le classi d’età. Il tasso di inattività scende al 33,4% (-0,3 punti). Nel trimestre febbraio-aprile 2026 sono 108mila gli occupati in più Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2026 con quello precedente (novembre 2025-gennaio 2026) si registra un aumento di 108mila occupati (+0,4%). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-4,3%, pari a -60mila unità) e gli inattivi di 15-64 anni (-0,4%, pari a -46mila unità). Ad aprile 2026, la crescita del numero di occupati rispetto ad aprile 2025 (+1,1%, +269mila unità) riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte del calo tra i 15-24enni e i 35-49enni. Su base annua il tasso di occupazione aumenta di 0,6 punti. Rispetto ad aprile 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-16,6%, pari a -260mila unità) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, pari a -13mila unità). Ad aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’occupazione risulta in crescita di 0,4 punti per gli uomini e 0,3 punti per le donne; per entrambe le componenti il tasso di disoccupazione cala di 0,1 punti e quello di inattività di 0,3 punti. Anche su base annua, il tasso di occupazione aumenta per uomini e donne (+0,4 e +0,8 punti rispettivamente) e diminuisce quello di disoccupazione (-0,9 e -1,1 punti); il tasso di inattività, invece, cresce per gli uomini (+0,3 punti) e cala per le donne (-0,2 punti). Ad aprile 2026, la crescita congiunturale del numero di occupati coinvolge i dipendenti permanenti (+0,5%), quelli a termine (+0,8%) e gli indipendenti (+0,6%). In termini tendenziali, l’occupazione cresce dello 0,9% tra i dipendenti permanenti e del 3,7% tra gli indipendenti, mentre cala del 2,5% tra i dipendenti a termine. Disoccupazione cresce nella fascia 35-49 anni Tra marzo e aprile 2026, per tutte le classi d’età si registra l’aumento del tasso di occupazione e la diminuzione di quello di inattività; il tasso di disoccupazione cresce per i  35-49enni e diminuisce per gli altri. Su base annua, il tasso di occupazione diminuisce tra i 15-24enni e aumenta nelle altre classi d’età; il tasso di disoccupazione cala in tutte le classi d’età, quello di inattività sale tra i 15-49enni e scende tra quanti hanno almeno 50 anni.

Per l’Istat a maggio migliora la fiducia dei consumatori ma cala quella delle imprese

A maggio migliora la fiducia dei consumatori italiani anche se quella delle imprese è in calo. Sono i dati diffusi dall'Istat dai quali emerge che il sentiment degli operatori economici mostra un andamento divergente, caratterizzato dal miglioramento della fiducia dei consumatori (che resta comunque al di sotto dei livelli registrati nei primi due mesi dell’anno), a fronte di un calo di quella delle imprese. Tutte le variabili che entrano nel calcolo del clima di fiducia dei consumatori presentano sviluppi positivi, ad eccezione dei giudizi sulla situazione economica generale e delle opinioni sull’opportunità di risparmi nella fase attuale. Per imprese calo fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni Il rallentamento della fiducia delle imprese è trainato dai cali registrati nei servizi di mercato e nelle costruzioni, mentre la manifattura resta stabile. L’unico comparto in controtendenza è il commercio al dettaglio, che mostra un lieve incremento della fiducia. Il clima di fiducia dei consumatori migliora, passando da 90,8 a 93,4; l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese, invece, è stimato in diminuzione (da 95,1 a 94,1). Tra i consumatori, si evidenzia un miglioramento delle opinioni sulla situazione economica personale e delle aspettative sulla situazione economica generale: sia il clima economico sia quello futuro aumentano (da 82,7 a 86,2 e da 82,5 a 87,2, rispettivamente), il clima personale sale da 93,8 a 96,0 e il clima corrente passa da 96,9 a 98,0. Migliorano i giudizi sugli ordini nella manifattura Con riferimento alle imprese, segnali contrastanti provengono dai comparti indagati: il clima di fiducia cala sia nei servizi di mercato sia nelle costruzioni (da 98,9 a 96,8 e da 100,8 a 99,4, rispettivamente) e rimane stabile nella manifattura (a 87,9); invece, la fiducia migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,8 a 101,0). Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione rimangono sostanzialmente invariate in presenza di un accumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili subiscono un calo. Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti.  Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è dovuto essenzialmente al miglioramento dei giudizi sulle vendite e ad una diminuzione delle scorte di magazzino; le attese sulle vendite, tuttavia, peggiorano.

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