La rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo è diventata il simbolo di tutti i cambiamenti che normalmente affrontano una società, un sistema economico, un Paese. Questa rivoluzione tecnologica infatti si sta anche evolvendo in maniera rapidissima, è quindi necessario governare ogni suo aspetto, per non rischiare dei contraccolpi che potrebbero essere di una violenza estrema. La Pubblica Amministrazione in questo processo gioca un ruolo fondamentale, perché rappresenta il tessuto su cui crescono quella società, quel sistema economico, quel Paese. Alle prossime elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, la Confael scende in campo con questa consapevolezza: l’obiettivo è uno solo, ovvero dare vita a un nuovo modello di rappresentanza, capace di rispondere alle esigenze dei lavoratori del settore pubblico, di modo che possano dirigere la crescita del Paese.
Confael tra sfide e rinnovamento
Negli ultimi decenni, la macchina amministrativa italiana ha subito profonde trasformazioni, la digitalizzazione ha imposto un cambiamento radicale, e i dipendenti della Pubblica Amministrazione hanno dimostrato il massimo impegno per offrire il proprio contributo. Troppo spesso però questo processo è stato deciso a tavolino, senza il coinvolgimento diretto dei lavoratori. Per questo la Confael punta a un rinnovamento concreto, basato su tre pilastri fondamentali: formazione, digitalizzazione e valorizzazione del personale.
“Negli ultimi 10 o 15 anni – spiega il Segretario Generale Domenico Marrella, – lo Stato ha investito notevoli risorse per formare i dipendenti pubblici in modo che fossero in grado di affrontare le sfide dell’era digitale. Grazie all’impegno di tutti gli addetti – altro che fannulloni che si godono il posto fisso! – i risultati sono andati al di là delle più rosee aspettative. Oggi però ci sono nuove sfide, una per tutte l’intelligenza artificiale. Anche in questo caso occorre intervenire, l’IA deve diventare una parte della nostra Pubblica Amministrazione, deve trasformarsi in uno strumento che ogni ufficio utilizza quotidianamente, come fanno i cittadini o le imprese che si rivolgono a quell’ufficio. Se non interveniamo subito, rischiamo la paralisi”. Marrella non esita a dire che “la tenuta dell’intero sistema Paese dipende dalla professionalità e dalla dedizione di chi lavora nella Pubblica Amministrazione. Il problema non sta solamente nel fatto che i servizi offerti ai cittadini potrebbero risentirne, ma anche che rischiamo di creare uno scollamento tra Amministrazione e Paese. La P.A. potrebbe non essere più in grado di tenere il passo con la società e il sistema produttivo, quando invece deve essere lei a guidarli”.
Secondo il leader della Confael, “tutti i settori della Pubblica Amministrazione hanno bisogno di un intervento deciso per migliorare le condizioni di lavoro e l’efficacia dei servizi. Ce ne sono però alcuni, come i Ministeri, la Sanità, o la Pubblica Istruzione, che necessitano di un’attenzione particolare, perché sono direttamente chiamati a disegnare quel processo di evoluzione tecnologica, o perché stanno fronteggiando – a volte da fin troppi anni – dei problemi che sono diventati cronici. In tutti questi settori, le Rsu sono chiamate a svolgere un ruolo di sentinella, devono monitorare cosa succede nei singoli ‘presidi’ e sollecitare con forza gli interventi”.
Le trasformazioni del mercato del lavoro
La transizione ecologica, l’efficienza delle infrastrutture, la sicurezza del territorio, gli investimenti del Pnrr, la trasformazione del mercato del lavoro hanno ampliato a dismisura gli ambiti di intervento dei diversi Ministeri. “In tutti questi processi – osserva Marrella – la Pubblica Amministrazione gioca un ruolo chiave perché è chiamata a progettare quell’ossatura su cui cresceranno la società e le attività produttive. In questo, la rivoluzione digitale riveste un ruolo da protagonista, è chiaro, ma deve sempre essere accompagnata da un dialogo costante con gli apparati sociali e con le aziende”.
Secondo il Segretario della Confael “è vero che occorre reclutare nuove competenze che le attuali piante organiche non contemplano”, e per farlo è necessario anche un aumento salariale per le diverse famiglie professionali, in modo da rendere attrattiva la Pubblica Amministrazione. Ma soprattutto bisogna “valorizzare le competenze del personale che è già in forza nei ministeri, e che già dispone delle competenze per fronteggiare le nuove sfide. Sotto questo profilo infatti occorre fare una premessa: il problema principale sono gli attuali sistemi di valutazione del personale, che molto spesso non riescono a cogliere quali attività svolgano effettivamente i dipendenti. Il primo passaggio è quindi adottare nuovi sistemi di valutazione, e a quel punto si devono mettere a punto delle procedure – mirate – di riqualificazione e anche di progressione interna. È necessario infatti far emergere tutte quelle professionalità che già esistono all’interno dei Ministeri, e che attualmente sono sotto-inquadrate”.
La sanità
Nel comparto sanitario, i problemi sono ben noti e dipendono interamente dalla mancanza di risorse e di personale. Il governo sta cercando di invertire la tendenza, ma è facile immaginare che il processo sarà lungo, visto che nessuno ha la bacchetta magica.
Nell’immediato occorre fronteggiare con decisione una serie di problemi che vanno dai turni di lavoro massacranti all’allarmante fenomeno delle aggressioni ai medici e al personale sanitario. Nel medio termine inoltre sarà necessario monitorare con attenzione che la riforma dell’autonomia differenziata non produca effetti indesiderati: il divario tra strutture del Nord e del Sud, ma anche semplicemente quello tra centri di eccellenza e ‘ospedali di frontiera’, rischia di diventare ancora più profondo. “Le Rsu possono fare la differenza – osserva ancora il Segretario Generale della Confael. – Sono chiamate a tutelare il personale medico e ospedaliero che esercita la propria professione, e questo vale prima di tutto per le realtà più difficili.
Le Rappresentanze Sindacali Unitarie devono costruire un filo diretto con gli Amministratori e i politici locali, per arginare il fenomeno dei turnisti e ottenere maggiori risorse sia in termini di personale, sia in termini economici. E devono anche vigilare sugli sprechi di risorse, ma su questo aspetto occorre essere chiari: la digitalizzazione in questo ambito può rappresentare un aiuto, per fare un esempio può ridurre le liste di attesa e permettere di gestire in modo più efficiente gli organici e le risorse. Ma non è la soluzione, perché l’unico modo per risollevare la Sanità è garantire maggiori investimenti”.
La scuola
Altro settore che richiede una profonda revisione è la Scuola. Oggi l’Istruzione è afflitta dal precariato, con gli insegnanti – ma anche il personale ATA – che ogni anno danno vita a una guerra tra poveri per ottenere un posto. E questo sistema deprecabile viene alimentato dal fatto che si sovrappongono svariate graduatorie da cui viene pescato il personale docente e non. Tutto ciò contribuisce a frammentare la categoria in un mosaico di minuscoli sottogruppi, di modo che ognuno di essi diventi irrilevante. In generale l’impegno della Confael è di eliminare tutte queste distinzioni. “Servono una maggiore stabilità occupazionale e un adeguamento delle retribuzioni – puntualizza Marrella. – Abbiamo ancora troppe differenze contrattuali e un precariato che mina la qualità dell’insegnamento.
Se vogliamo una Scuola competitiva a livello europeo, dobbiamo intervenire subito”. Per quanto riguarda le imminenti elezioni, “la Rsu in questo settore ha il compito di vigilare su tutte le dinamiche del mondo scolastico e sollecitare il dirigente scolastico, e in alcuni casi anche i colleghi insegnanti, a rispettare il Contratto collettivo e a intervenire in maniera appropriata sulle criticità che si possono creare”.
Confael si distingue per la sua indipendenza dalle logiche partitiche e per un approccio pragmatico alle esigenze dei lavoratori. La sua visione si contrappone a quella dei sindacati confederali tradizionali, spesso ancorati a modelli obsoleti. “Vogliamo essere un sindacato moderno, capace di incidere realmente sul futuro della Pubblica Amministrazione – spiega il Segretario Generale. – Le Rsu sono un’opportunità per portare nelle Istituzioni una rappresentanza forte, in grado di difendere i diritti dei lavoratori senza compromessi. Le elezioni rappresentano un appuntamento cruciale per il futuro del pubblico impiego. Confael si propone come la scelta per chi crede in un sindacato innovativo, vicino ai lavoratori e pronto a raccogliere le sfide del futuro. Possiamo cambiare le cose – conclude Marrella, – e lo dobbiamo fare adesso”.
