A Palermo, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulla spesa previdenziale della Regione Siciliana la Confael Sicilia ha organizzato un volantinaggio e un presidio pacifico davanti alla sala dove si è svolto il convegno. Alla base di questa iniziativa la volontà di sensibilizzare le Istituzioni e la politica sulla condizione di questi lavoratori, che definiamo con forza “gli invisibili della Regione Siciliana”.
Una categoria fortemente penalizzata
Una categoria penalizzata anche dal recente contratto 2019-2021, firmato a dicembre 2024, che ha aggravato le disuguaglianze già esistenti, senza prevedere alcun correttivo o riconoscimento reale. Inoltre, nonostante esista una norma del Codice Civile che consente l’anticipazione del tfr per motivi di salute o per l’acquisto della prima casa, a questi lavoratori viene sistematicamente negata ogni possibilità di accesso a tale diritto. La Confael ribadisce con forza che continuerà questa battaglia fino in fondo, per una questione di giustizia e dignità. È fin troppo facile riempirsi la bocca di promesse e slogan, mentre si ignorano i problemi reali di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della macchina pubblica regionale.
I dati del Rapporto annuale sulla spesa previdenziale della Regione Siciliana
In occasione dell’evento, vari esponenti istituzionali hanno illustrato i principali aspetti del rendiconto, dai quali è emerso che ancora una volta è rimasta inascoltata la voce di una categoria di lavoratori che da anni subisce gravi ingiustizie: i 5.000 dipendenti di categoria A e B della Regione Siciliana contrattualizzati nel gennaio 2006. Questa tipologia di lavoratori, nonostante abbiano prestato servizio per oltre 30 anni presso l’amministrazione pubblica, si trova ancora senza una prospettiva previdenziale adeguata.
Il rischio è che non riescano a raggiungere neppure il trattamento minimo pensionistico previsto, a causa di una contribuzione insufficiente e mai regolarizzata in modo equo.
