Povertà: Marrella (Confael), affrontare subito una situazione che colpisce milioni di persone in Italia

3 Ago, 2022 | Comunicati Stampa

I partiti inseriscano misure concrete nei programmi elettorali e il nuovo governo adotti immediatamente provvedimenti adeguati 

 

Roma, 3 Agosto 2022 – ”Oggi ci sono circa un milione le persone in più sotto la soglia della povertà assoluta rispetto a prima della pandemia. Perché non si è parlato e, soprattutto, perché non si parla oggi dei milioni di persone, che sono sprofondate nella povertà? Degli italiani che vivono per strada, che non possono permettersi un pasto?”. È il monito che lancia il Segretario Generale della Confael, Domenico Marrella che, nel corso della campagna elettorale chiede ai partiti di “inserire nei programmi elettorali misure concrete per fronteggiare questa piaga” e al prossimo esecutivo di “adottare immediatamente provvedimenti per arginare l’aumento della soglia di povertà”.

Per il leader della Confederazione Autonoma Europea dei lavoratori “la vera emergenza in Italia è la difficoltà che affrontano quotidianamente le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese o il numero sempre più elevato di pensionati che percepiscono un assegno irrisorio”. Secondo Marrella c’è poi il problema occupazionale. ”Per gli esperti – sottolinea – l’aumento della povertà è solo una conseguenza della pandemia e della crisi economica prodotta dalla pandemia. In gran parte è frutto del lavoro nero che è sparito in tantissime aziende ed esercizi commerciali, senza lasciare tracce visibili, né cassa integrazione, né assegni di disoccupazione: solo fantasmi. Ma fantasmi precipitati sotto la linea della povertà, cioè della dignità umana”.

Per il numero uno della Confael “è questo, prima di tutto, il problema essenziale del dopo-pandemia che il prossimo governo dovrà affrontare. Nel Pnrr non sembra vi sia traccia, per questo spero che i partiti politici abbiano ben presente la situazione e mi auguro che se ne occupino con le giuste misure perchè bisogna arginare la povertà e rivalutare le pensioni ormai sempre più basse”.