Inflazione: Marrella (Confael), la situazione è allarmante perché colpisce le famiglie più povere

22 Lug, 2022 | Comunicati Stampa

Nonostante l’attuale contesto politico servono soluzioni immediate

 

Roma, 22 Luglio 2022 – “Siamo di fronte ad una situazione allarmante perché l’inflazione si abbatte con violenza sulle famiglie italiane più povere. Questa ‘divisione’ è la conseguenza delle diverse necessità dei nuclei familiari italiani: da una parte quelli con minore capacità di spesa che vedono prosciugate le proprie risorse soprattutto per energia e beni alimentari, e dall’altra quelle più agiate che spendono soprattutto in servizi”. Lo scrive, in una nota, il Segretario Generale della Confael, Domenico Marrella sottolineando che quello dell’inflazione “resta un quadro molto preoccupante che – se determinato in gran parte da fattori esterni, come la crescita, spesso senza freni, della bolletta energetica – mostra come il tessuto sociale italiano non abbia in sé gli anticorpi per reagire e attenuare i colpi della spirale ascendente del carovita,

Secondo il leader della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori, quindi, “nonostante la situazione politica servono soluzioni immediate, perché, al netto delle evidenze ‘matematiche’ dei dati di giugno, a rendere ancora più preoccupante la valutazione del fenomeno inflattivo è la distinzione del profilo dei nuclei familiari sui quali pesano di più i beni (i meno abbienti) e quelli sui quali gravano in modo più accentuato i costi dei servizi (quelli più agiati)”,

Per Marrella “se si analizzano i dati di giugno, utilizzando come parametro l’Ipca (l’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione Europea), si può rilevare che il peso reale dell’inflazione è molto più evidente in termini percentuali per le famiglie a più bassa capacità di spesa rispetto a quelle più ‘ricche’. Alla luce di questo indicatore, i nuclei familiari meno abbienti hanno visto lievitare l’inflazione dal +8,3% del primo trimestre dell’anno al +9,8% del secondo. La stessa incidenza per le famiglie più abbienti è passata dal +4,9% al +6,1%”.

Si può facilmente intuire – conclude Marrella – che ci sono larghe fasce della popolazione sulle quali l’inflazione ha effetti molto pesanti, a evidente discapito della qualità della vita.