Pensioni: Marrella (Confael), favorevoli a Quota 41

25 Ago, 2022 | Comunicati Stampa

Ma sul lavoro è fondamentale arrivare al salario minimo europeo e procedere al taglio del cuneo fiscale e contributivo

Roma, 25 Agosto 2022 – “Noi siamo aperti a Quota 41 anche per mettere nel dimenticatoio la Legge Fornero e guardare a tutte le strade utili per anticipare la pensione ai lavoratori, specie quelli più in difficoltà, le donne, i disoccupati, chi ha carriere discontinue”. Lo ha detto, a margine di un incontro in Calabria con gli iscritti, il Segretario Generale della Confael, Domenico Marrella parlando dei temi che più saranno dibattuti nell’autunno alle porte e con il prossimo governo.

Il costo – ha continuato Marrella riferendosi sempre a Quota 41 – può arrivare a 1,3 miliardi ipotizzando che solo il 40 % degli aventi diritto la chiederebbe, un po’ come Quota 100, togliendo la parte contributiva dell’assegno che – ricorda Marrella – non è un costo per lo Stato, solo un anticipo dei contributi che hai versato. Non considerando poi i lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare da minorenni, già coperti da quota 41 nelle categorie dell’Ape sociale come ad esempio il precoce e disoccupato oppure precoce e impiegato in mansioni gravose”.

Ma è sul salario minimo che il segretario della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori intende battersi: “Io parlo da anni di salario minimo europeo – ha rimarcato Marrella – perché le buste paga dei nostri lavoratori devono essere parametrate a quelle dei Paesi europei più industrializzati. Non è possibile – ha aggiunto – che l’Italia resti il fanalino di coda dell’Europa”.

Il leader della Confael giudica poi positivamente “la decisione a giugno dei ministri dell’Unione Europea sul salario minimo perché il salario minimo – ha spiegato – è fondamentale per coprire i lavori che non hanno contratti nazionali di riferimento. Tale misura, però, non basta perché i giovani hanno degli stipendi mediamente inferiori del 30% rispetto alla media nazionale. Per questo contestualmente bisogna intervenire sul taglio del cuneo fiscale e contributivo almeno sulla fascia fino ai 35 anni. Perché è vero, come dice la Von Der Leyen che le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro, ma è fondamentale anche la tutela delle imprese dalla pressione fiscale”.

Riguardo i pensionati, il Segretario Generale della Confael ha ribadito come la maggior parte di questi ”con il costo della vita che aumenta, il carrello della spesa che supera l’inflazione che si attesta intorno al 10%, la situazione è diventata insostenibile per i pensionati e per le loro famiglie. Per questo – ha ribadito – è urgente che il governo riduca il reddito di cittadinanza a chi può lavorare e rispetti e riconosca le fatiche e le contribuzioni di chi ha lavorato e faticato per il bene del nostro Paese consentendo loro di vivere con dignità. Una misura – ha concluso Marrella – di civiltà e giustizia per i pensionati”.