ISTAT: Dati sui prezzi al consumo marzo 2025

17 Apr, 2025 | Economia&Lavoro

A marzo 2025 l’inflazione aumenta, portandosi all’1,9% dall’1,6% di febbraio, questa evoluzione risente principalmente dell’andamento delle componenti più volatili dell’indice. Sono infatti in accelerazione su
base tendenziale sia i prezzi dei Beni energetici (+2,6%, da +0,6%), spinti dalla componente non regolamentata (+0,7%, da -1,9%), sia quelli degli Alimentari non lavorati (+3,3%, da +2,9%). L’inflazione di fondo resta, invece, stabile a +1,7%. Infine, i prezzi del “carrello della spesa” accentuano leggermente il loro tasso tendenziale di crescita, che a marzo sale a +2,1% (da +2,0% di febbraio).

Sale l’indice dei prezzi al consumo a marzo 2025

A marzo la variazione tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo sale a +1,9% (da +1,6% di
febbraio), principalmente a causa della dinamica dei prezzi delle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità
e combustibili (da +3,1% a +6,0%), Bevande alcoliche e tabacchi (da +2,6% a +3,2%) e, in misura inferiore, di
quelli della divisione Servizi ricettivi e di ristorazione (da +2,9% a +3,3%); sul fronte opposto, un effetto di
contenimento alla crescita dei prezzi al consumo si deve all’accentuarsi della flessione dei prezzi dei Trasporti
(da -0,1% a -0,9%).

Scomponendo il tasso tendenziale dei prezzi al consumo nella somma dei contributi delle sue sottocomponenti, l’inflazione risulta spiegata soprattutto dai prezzi di Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,685), di Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,434), di Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,392) e di Altri beni e servizi (+0,259). Un contributo negativo si registra per i prezzi dei Trasporti (-0,131) e Comunicazioni (-0,100).

Tipologie di prodotto

Con riferimento alle tipologie di prodotto, a marzo, l’aumento dell’inflazione (+1,9%, dal +1,6% di febbraio)
riflette principalmente l’evoluzione dei prezzi dei beni, in accelerazione su base tendenziale (da +1,1% a
+1,5%), come anche la lieve accelerazione dei servizi (da +2,4% a +2,5%); il differenziale inflazionistico tra
questi ultimi e i prezzi dei beni dunque diminuisce, portandosi a +1,0 punti percentuali, dai +1,3 del mese
precedente.
La dinamica tendenziale dei beni risente in prima battuta dell’accelerazione dei prezzi dei Beni energetici (da
+0,6% a +2,6%; +0,3% su febbraio), in particolare degli Energetici non regolamentati (da -1,9% a +0,7%; +0,6% su febbraio).

Sono infatti in marcata risalita i prezzi del Gas di città e gas naturale mercato libero (da -2,2% a +7,5%; +4,6% su febbraio) e dell’Energia mercato libero (da -6,0% a +0,7%; +1,4% su febbraio), i cui effetti sono stati solo parzialmente attenuati dalla flessione dei prezzi della Benzina (da -1,2% a -3,9%; -1,8% su
febbraio), del Gasolio per mezzi di trasporto (da -4,4% a -6,0%; -2,0% su febbraio) e del Gasolio per
riscaldamento (da -5,6% a -6,5%; -1,8% su febbraio).

La componente energetica regolamentata, al contrario, decelera (da +31,4% a +27,2%; -2,5% su febbraio), a
causa dei prezzi del Gas di città e gas naturale mercato tutelato (da +28,1% a +14,6%; -9,5% su febbraio). I
prezzi dell’Energia elettrica mercato tutelato restano invece stabili (a +21,6%; nullo il congiunturale).

Confael
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