Giustizia sociale: Marrella (Confael), fondamentale per la pace e lo sviluppo

20 Feb, 2023 | Comunicati Stampa

I conflitti, le disuguaglianze, le crisi e le violenze rischiano però di trasformare la celebrazione in un mero esercizio retorico

 

Roma, 20 Febbraio 2023 – “Il progresso economico e sociale realizzato negli ultimi decenni, l’impatto della globalizzazione e le trasformazioni in corso nel mondo del lavoro hanno prodotto notevoli benefici ma anche diseguaglianze all’interno dei e tra i Paesi, come pure tra diversi gruppi di lavoratori e cittadini”. Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della Confael, Domenico Marrella, in occasione della Giornata mondiale della giustizia sociale ricordando che “le stime dell’Oil (l’Organizzazione Internazionale del Lavoro dell’Onu) evidenziano che relativamente alla qualità del lavoro, circa 300 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema, guadagnando meno dell’equivalente di 1,90 dollari al giorno in un contesto nel quale 2 dei 3,3 miliardi di lavoratori nel mondo sono impegnati in attività di sopravvivenza nell’economia informale senza voce, diritti e protezione sociale”.

Secondo Marrella “il messaggio che le Nazioni Unite vogliono lanciare è che la pace e lo sviluppo si perseguono lavorando per la giustizia sociale e per rimuovere le barriere che le persone sono costrette ad affrontare quotidianamente a causa della razza, dell’appartenenza di genere, dell’età, della religione, della disabilità e dell’orientamento sessuale. Tematiche entrate a far parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

Per il leader della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori “in un mondo attraversato da guerre sanguinose, perché non c’è solo l’Ucraina ma anche in alcuni Paesi del centro Africa e in alcune sacche dell’Asia, da stridenti disuguaglianze economiche e culturali interne e internazionali, da discriminazioni e violenze, dalla sistematica depredazione delle risorse naturali e da crisi lunghe e ricorrenti, la celebrazione della Giustizia Sociale rischia di suonare oggi come un mero esercizio retorico, cui non credono nè i popoli, nè i loro governanti”.

Vale la pena allora – conclude Marrella – “interrogarsi sul nesso tra giustizia sociale e benessere e di chiedersi se è vero che uno sviluppo duraturo sia necessariamente connesso all’equità sociale”.

Confael
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