Un pontificato nel solco della dottrina sociale della Chiesa
“A nome di tutta la Confederazione, auguro un ottimo e proficuo lavoro al nuovo pontefice”, ha dichiarato Marrella, sottolineando il significativo richiamo storico nella scelta del nome. “L’auspicio è che il nuovo pontefice possa effettivamente tracciare una linea importante come quella tracciata agli inizi del ‘900 da Papa Leone XIII, che è stato un Papa molto importante in un periodo di transizione particolare”.
Il riferimento a Leone XIII non è casuale: quel pontificato è stato caratterizzato da una forte attenzione alla questione sociale e operaia, culminata nell’enciclica “Rerum Novarum” che pose le basi della moderna dottrina sociale della Chiesa.
“Leone XIII fece un’opera molto mirata ai ceti più deboli, più bassi a livello sociale, quindi i lavoratori e la situazione salariale, per dare maggiore sicurezza e dignità”, ha ricordato il segretario di Confael.
Le sfide della Chiesa contemporanea
Secondo Marrella, “oggi la Chiesa universale ha bisogno di una guida, ha bisogno di un pastore, ma ha bisogno anche di una persona piena di valori fermi della dottrina cattolica”. Il segretario ha poi elencato le priorità che, a suo avviso, dovrebbero caratterizzare il nuovo pontificato: “C’è bisogno di inclusione, c’è bisogno di costruire, di unire, c’è bisogno di creare ponti tra i popoli con tutte le regioni, con tutte le etnie”.
Una sfida particolare riguarda la crisi delle vocazioni e la secolarizzazione: “Bisogna andare in controtendenza perché c’è una voragine nelle parrocchie, nelle diocesi, c’è una secolarizzazione paurosa in tutte le nostre parrocchie, ma anche in Europa e nel mondo, tranne nelle latitudini più lontane, a cominciare dall’Africa dove le vocazioni e il numero dei cristiani sono in aumento”.
Un pontificato per la pace mondiale
Un particolare accento è stato posto da Marrella sulla necessità che il nuovo Papa si impegni per la pace in un momento storico caratterizzato da molteplici conflitti: “Auspichiamo che il nuovo pontefice possa unire i popoli per questa agognata pace. Ci sono oltre 50 conflitti nel mondo, non solo il conflitto tra Russia e Ucraina e la questione della striscia di Gaza”.
Il segretario ha inoltre espresso preoccupazione per l‘abbandono dei luoghi di culto: “Bisogna riempire le chiese, non abbandonarle e chiuderle o addirittura assistere alla vendita e alla trasformazione di luoghi santi in luoghi diversi da quello del credo religioso”.
L’impegno di Confael per una sintesi tra fede e lavoro
Concludendo il suo intervento, Marrella ha evidenziato l’impegno del sindacato che rappresenta: “Vogliamo dare il nostro contributo a livello di legalità e di fede cristiana sui luoghi di lavoro, perché penso che la centralità di Roma e di questo successore di Pietro serva a unire i popoli e a renderci più puri di cuore”.
“Auspichiamo tempi migliori e tempi di pace”, ha concluso il segretario di Confael, ribadendo la speranza in un pontificato che possa rispondere alle sfide contemporanee con lo stesso spirito riformatore che caratterizzò l’operato di Leone XIII.
