Piccole imprese: CNA, in Italia difficoltà nell’assumere nuovi dipendenti

22 Mag, 2025 | Economia&Lavoro, Primo piano

In Italia, nel secondo trimestre di quest’anno, il 50% delle piccole imprese vorrebbe procedere con nuove assunzioni, ma incontra delle difficoltà nel reperire le figure professionali di cui necessita, questo è quanto emerge da un’indagine condotta dall’Area Studi e Ricerche della CNA (su un campione di oltre 2mila imprese artigiane, micro e piccole associate alla CNA). Dalla ricerca emerge che una delle cause è l’andamento del mercato del lavoro che non favorisce l’incontro tra domanda e offerta.

Valori in linea con 4 anni fa

Il risultato che emerge da questa indagine non si discosta molto da quello di uno studio analogo redatto sempre dalla CNA, ma con la differenza che allora, appena usciti dalla prima emergenza Covid, l’economia italiana cresceva a un ritmo tale da sfiorare il 9%, mentre quest’anno l’incremento del PIL nazionale non dovrebbe raggiungere neanche l’1%. Insomma, la richiesta di nuova forza lavoro nelle piccole imprese italiane sembra escludere l’incidenza dei fattori di natura congiunturale.

Settori coinvolti

In quali settori è più avvertita l’esigenza di nuova forza lavoro? A livello di macro settori troviamo le costruzioni (con il 57,5% di imprese intenzionate ad assumere), segue la manifattura (51,9%) e, sotto la media, il comparto dei servizi, con un sempre apprezzabile 45,6%.

I numeri

l 50,8% del campione di imprese coinvolte ritiene di avere necessità e volontà di procedere con nuove assunzioni nella seconda metà di quest’anno, con il 30,8% che prevede di effettuare due assunzioni e il 7,8% tre o più. Soprattutto nel settore manifatturiero. Pertanto dall’indagine emerge che c’è ancora un potenziale lavorativo ancora elevato.

Settore trainante: edilizia e impiantistica

La domanda appare più consistente nel settore costruzioni: edilizia (54,5%) e ancora maggiore nell’installazione di impianti (59,2%), con effetto traino legato ai lavori di ristrutturazione e manutenzione delle abitazioni e ad interventi legati all’adeguamento energetico degli immobili. A livello di specializzazioni professionali troviamo, nell’ambito dell’edilizia, figure richieste quali installatori e manutentori di impianti (di climatizzazione, elettrici-elettronici, idrico-sanitari), muratori e capo cantiere.

Settore Servizi

Nel comparto dei servizi sono settori come Ristorazione, Trasporti e logistica, Autoriparazioni e carrozzerie a ricercare maggiormente figure lavorative per possibili assunzioni, con un gap verso l’alto rispetto alla media tra il 10 e il 20%. Autisti, meccatronici, carrozzieri, cuochi e aiuto cuochi, camerieri, acconciatori e operatori estetici risultano a loro volta tra i profili professionali più ‘gettonati’.

Settori manifatturieri

Nei settori manifatturieri, troviamo prospettive incoraggianti sulla meccanica e il sistema moda, due pilastri del Made in Italy, che risulta un settore in salute anche se esposto a rischi con l’introduzione di dazi commerciali. Nel dettaglio è il 56% delle piccole imprese meccaniche e il 52,8% delle analoghe attività della filiera moda ad assicurare la volontà di ingaggiare nuovi dipendenti. Elettricisti; addetti alla produzione di macchine utensili e costruttori di carpenteria metallica, al taglio e alla confezione dei capi di abbigliamento; alla produzione di mobili in legno e al montaggio di arredi e infissi sono i profili più richiesti.

Le difficoltà per le imprese sulle assunzioni

Le imprese artigiane riscontrano difficoltà nel reperire sul mercato le figure professionali in possesso delle competenze di cui hanno bisogno, a tal proposito una impresa su tre dichiara di non essere riuscita finora a trovare alcun candidato idoneo. Il resto del campione si divide tra chi assicura di non avere problemi a trovare i lavoratori necessari (11,4%) e chi ha ricevuto candidature ma ha trovato difficoltà nella selezione (55,4%). In quest’ultimo gruppo solo il 7,7% delle imprese ha trovato candidati che hanno giudicato insufficiente l’offerta economica ricevuta mentre il 47,7% spiega di aver trovato candidati senza le necessarie competenze.

La ricerca di personale: modalità

I dati ci dicono che la modalità più utilizzata dalle imprese per reperire candidati rimane il cosiddetto ‘passaparola’, preferito dal 42,1% delle imprese, segue poi l’utilizzo di agenzie (21,5%) e gli annunci su canali più o meno specializzati (15,1%). Viceversa solo il 10,7% delle imprese privilegia il suggerimento di scuole, istituti di formazione, università. E solamente il 6,8% tramite centri per l’impiego.

L’auspicio: firmare contratti stabili

Le imprese intenzionate a realizzare nuove assunzioni vorrebbero privilegiare la stabilità dei rapporti di lavoro come dimostra l’auspicio di firmare contratti a tempo indeterminato (34,6%) o con forme assimilabili quali l’apprendistato (21,5%) e il tirocinio formativo (9,8%).

 

 

 

 

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