Orsini: piano straordinario per l’Italia e con sindacati lavorare insieme per aumentare salari

27 Mag, 2025 | Economia&Lavoro, Primo piano

“Bisogna lavorare tutti insieme, industria e servizi, istituzioni e partiti, di maggioranza e di opposizione, forze sociali e sindacati, ad un vero ‘piano industriale straordinario per l’Italia‘”. E’ la proposta che il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha avanzato nel suo intervento dall’assemblea annuale della confederazione degli industriali. Pensiamo – ha detto – ad un sostegno agli investimenti di 8 miliardi di euro l’anno per i prossimi 3 anni. Ancora meglio se avessimo un orizzonte temporale di 5 anni. Dobbiamo darci un obiettivo di crescita ambizioso: raggiungere almeno il 2% di crescita del Pil nel prossimo triennio, da consolidare e aumentare nel tempo”.

Un progetto di sviluppo e crescita di ampio respiro

Rivolgendosi alle istituzioni italiane ed europee Orsini chiede “al Presidente del Consiglio e alla Presidente del Parlamento europeo di sostenere, a Bruxelles, un piano industriale Straordinario europeo. Anche perchè l’amara verità è che oggi sia l’Europa che il nostro Paese affrontano un rischio concreto di deindustrializzazione, aggravato dalla guerra dei dazi, ma alimentato da un pregiudizio anti-industriale”. Nel nostro Paese, avverte “le soluzioni non arriveranno solo con le leggi di bilancio. Serve un progetto di sviluppo e crescita di ben più ampio respiro“.

Risorse verso gli investimenti produttivi

Il leader degli industriali ribadisce che per finanziare un piano da 8 miliardi l’anno per sostenere gli investimenti, si dovrebbe utilizzare “tutto il margine possibile per spostare risorse del Pnrr, non utilizzabili entro metà 2026, indirizzandole verso strumenti più efficaci a favore degli investimenti produttivi. Sfruttiamo la possibilità che la riforma dei fondi di coesione Ue del commissario Fitto mette a disposizione per le filiere industriali italiane salvaguardando le quote per il sud”.

Mutamento di impostazione alle politiche europee

Rivolgendosi direttamente alla presidente del Parlamento Europeo Orsini dice: “Presidente Metsola, so che Lei condivide la maggior parte delle cose che sto per dire. Ci aiuti a ribadirle con forza. Alle politiche europee serve un radicale mutamento di impostazione: le scelte degli ultimi anni stanno presentando un conto pesantissimo. Hanno indebolito la nostra competitività industriale, hanno messo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e, di conseguenza, l’intero sistema di welfare e di coesione sociale: cuore del modello europeo dal secondo dopoguerra. Bisogna intervenire subito per cambiare questa rotta. Se questo non accade, avremo dato ragione a chi non vuole un’Europa né più unita, né più forte. A volerla, unita e forte, siamo noi. E tutti quelli che con noi si battono per correggere gli errori compiuti”.

Ai sindacati chiediamo di lavorare insieme per alzare retribuzioni e aumentare la produttività

Orsini si rivolge poi ai sindacati. “Lavoriamo insieme per alzare ancor più le retribuzioni anche nell’industria attraverso i contratti di produttività aziendali, in cui crescita dell’impresa e crescita del reddito dei lavoratori vadano di pari passo, perché non può esistere una crescita senza l’altra”. Secondo il leader degli industriali “le retribuzioni italiane che perdono potere d’acquisto spingono verso il basso consumi e crescita, e abbattono la dignità della vita e del lavoro. È un problema nazionale. Affrontiamo insieme la battaglia contro i contratti pirata. E affrontiamo insieme quella per una maggiore rappresentatività di imprese e sindacati che firmano i contratti di lavoro. I contratti sani. E ancora: chiediamo insieme che la lotta alle false cooperative nei settori in cui si nascondono, venga fatta dallo Stato con tutte le sue forze. Altrimenti, se così non sarà, vengano dati a noi imprese gli strumenti adeguati per capire chi è in regola e chi non lo è. Mettiamo al centro la legalità e il rispetto delle regole”.

Ogni morte sul lavoro è un fallimento per tutti

Orsini torna poi sulla tragedia delle morti sul lavoro. “Non smetterò mai di dire che ogni morte sul lavoro è un fallimento per tutti, per questo ribadiamo che è fondamentale un accordo con il sindacato e con il Governo, affinchè tutte le imprese siano spinte ad investire di più in formazione e prevenzione, usando anche l’avanzo Inail che ammonta a circa 1,5 miliardi di euro ogni anno, versati dalle imprese”.

 

Confael
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser per riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.