Salario minimo europeo: Confael, con il via libera dell’Ecofin è finita l’era della competitività sulle spalle dei lavoratori

7 Ott, 2022 | Comunicati Stampa

Importante mettere in atto un cambiamento strutturale a beneficio di milioni di cittadini europei

 

Roma, 7 Ottobre 2022 – “Con il via libera dell’Ecofin ai salari minimi legali per i dipendenti dell’Unione Europea finisce l’era della competitività che si misura con la vulnerabilità dei lavoratori e la manodopera a buon mercato”. Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della Confael, Domenico Marrella che da anni si batte per questo obiettivo.

“La direttiva del Parlamento Europeo e l’approvazione da parte dell’Ecofin – sottolinea il numero uno della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori – è un passo molto, molto importante per affrontare la povertà strutturale che vediamo nell’Unione Europea. Ci sono tante persone che faticano ad arrivare a fine mese – ricorda Marrella – e questo ancora prima dell’inflazione, ancora prima dell’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia. Quindi, è molto importante mettere in atto un cambiamento strutturale, che andrà a beneficio di milioni di cittadini europei”.

Le norme contenute nella direttiva – ricorda il leader sindacale – non fissano una soglia minima generalizzata, “ma puntano ad allineare i salari con il potere d’acquisto, diverso in ogni Paese: saranno valide per tutti i contratti e i rapporti di lavoro e le autorità nazionali dovranno controllarne la corretta applicazione”.

Secondo Marrella “la legislazione concordata mira infatti a garantire che i salari minimi nei 21 Paesi dell’Unione che li adottano permettano standard di vita dignitosi. I ritocchi devono avvenire almeno ogni due anni (quattro anni al massimo in quei Paesi con un meccanismo di indicizzazione automatica) e le parti sociali dovranno essere coinvolte nel processo. Le nuove soglie minime devono tenere in considerazione le condizioni socio-economiche, il potere d’acquisto e i livelli di produttività nazionali, come ha ricordato lo stesso Parlamento Europeo sul tema”.