Nel secondo trimestre 2026 la crescita tendenziale media delle retribuzioni contrattuali per il settore privato è del 2,3%, in lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente. Nella pubblica amministrazione, grazie agli effetti dei rinnovi al triennio 2022-2024 – secondo i dati dell’Istat -, si è osservata la dinamica retributiva leggermente più favorevole (+2,7%). Alla fine di giugno 2026, la quota di dipendenti con il contratto scaduto è scesa a poco più di uno su dieci. Per il totale dell’economia, dopo dieci trimestri consecutivi in cui la crescita tendenziale delle retribuzioni è stata superiore a quella dell’inflazione, nel secondo trimestre 2026 si registra un’inversione di tendenza.
La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2026 è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a giugno 2026, aumenta dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a giugno 2025; l’aumento tendenziale è stato del 2,4% nel settore privato (3,2% nell’agricoltura, 2,7% nell’industria e 2,2% nei servizi privati) e del 2,3% per la pubblica amministrazione. I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono igiene ambientale (+5,7%), gas e acqua e chimiche (entrambi +5,2%). L’incremento è invece nullo per le farmacie private.
