Nel 2024 i protesti iscritti nel Registro informatico dei protesti sono 222.999, di cui 197.713 cambiali (l’88,7%) e 25.286 assegni (l’11,3%). Rispetto al 2023, i protesti nel loro complesso diminuiscono lievemente (-0,9%), mentre calano dell’81,3% rispetto al 2013, quando erano pari a 1.192.984. Il loro valore monetario supera i 264 milioni di euro: circa 181 milioni le cambiali (68,5%) e circa 83 milioni (31,5%) gli assegni. Il valore complessivo dei protesti aumenta del 10,5% rispetto al 2023, mentre diminuisce del 90,2% rispetto al 2013, quando superava i due miliardi e mezzo di euro. Lo rende noto l’Istat.
I soggetti protestati sono 61.040, in calo dell’1,3% rispetto al 2023: 42.590 persone (69,8%, -2,2% rispetto al 2023) e 18.450 imprese (30,2%, +0,8%). I soggetti protestati si riducono del 75,1%, rispetto al 2013, quando erano pari a 245.210. In media, nel 2024, sono 3,7 i protesti per soggetto protestato iscritti nel Registro, dato sostanzialmente stabile rispetto al 2023.
L’andamento dei protesti nel breve periodo è ancora in diminuzione, -0,9% nel 2024 rispetto al 2023. Il calo, tuttavia, procede a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti (-11,8% nel 2023). La riduzione è più decisa nelle Isole (-6,8%) e nel Nord-ovest (-5,7%), più lieve nel Nord-est (-0,8%), mentre il Centro segna una crescita (+6,4%) e il Sud rimane sostanzialmente stabile (+0,1%). Le cambiali protestate sono 197.713 e coprono l’88,7% del totale dei protesti, con quote più elevate nel Nord-est (99,2%), al Sud (98,7%), nelle Isole (98,0%) e nel Nord-ovest (90,8%). Gli assegni (25.286) costituiscono l’11,3% del numero complessivo dei protesti, toccando quote più alte solo al Centro (31,8%).
Cambiali protestate diminuiscono dell’1,5%
Osservando il loro andamento, le cambiali protestate diminuiscono dell’1,5% rispetto al 2023, con fluttuazioni massime nelle Isole (-7,2%) e al Centro (-4,0%) e minime nel Nord-ovest e nel Nord-est (rispettivamente -0,3% e -0,4%); rimangono sostanzialmente invariate al Sud (+0,1%). Gli assegni protestati, al contrario, aumentano complessivamente del 4,2%, con picchi di crescita più elevati al Centro (+38,6%) e nelle Isole (+17,7%), mentre risultano in diminuzione nel Nord-ovest (-38,6%), nel Nord-est (-30,2%) e al Sud (-3,2%). In un’ottica di lungo periodo, tuttavia, sono ancora gli assegni a registrare la contrazione più forte (-89,1% rispetto al 2013, contro -79,4% delle cambiali).
Le cambiali protestate sono associate maggiormente alle persone (117.295; il 59,3% delle cambiali iscritte nel Registro informatico dei protesti – REPR), gli assegni alle imprese (15.607, il 61,7% di tutti gli assegni protestati). Le cambiali associate alle persone diminuiscono del 4,0% rispetto al 2023, al contrario di quelle associate alle imprese che aumentano del 20,8%. Gli assegni segnano invece una crescita sia se associati alle persone (+6,9%) sia alle imprese (+18,7%).
In aumento il tasso di utilizzo delle cambiali e in calo quello degli assegni
Le cambiali emesse, calcolate sulla base delle marche da bollo rilasciate dall’Agenzia delle Entrate nel 2024, sono in diminuzione se si considera il lungo periodo (-41,2% rispetto al 2013), mentre sono in aumento rispetto al 2023. In particolare, tra il 2023 e il 2024 passano da 6.149.568 a 6.648.074 (+8,1%) e il loro tasso di utilizzo da 104 a 113 cambiali emesse ogni 1.000 abitanti (+8,2% rispetto al 2023; -39,9% rispetto al 2013 quando erano 188 ogni 1.000).
Rispetto alla cambiale, l’uso dell’assegno è molto più diffuso, ma più in diminuzione sia nel lungo che nel breve periodo. Secondo Banca d’Italia, gli assegni bancari emessi passano da 58.274.249 nel 2023 a 50.834.617 nel 2024 (-12,8%; -76,8% rispetto al 2013, quando erano 219.550.952) e coprono lo 0,3% del volume totale delle transazioni non in contanti. Anche il loro tasso di utilizzo è in calo: gli assegni emessi ogni 1.000 abitanti passano da 988 nel 2023 a 862 nel 2024 (-12,7% rispetto al 2023; -76,3% rispetto al 2013, quando erano 3.640).
In calo il tasso di protesto delle cambiali, in lieve aumento quello degli assegni
Nel 2024 sono protestate 29,7 cambiali ogni 1.000 emesse (nel 2023 erano 32,6). Il tasso di assegni protestati è di 0,5 ogni 1.000 emessi (era 0,4 nel 2023). Considerando un arco di tempo più lungo, sia il tasso di cambiali sia il tasso di assegni protestati sono fortemente ridotti: nel 2013 erano rispettivamente 85,0 le cambiali protestate ogni 1.000 emesse e 1,1 gli assegni protestati ogni 1.000 emessi
Le imprese sono più protestate delle persone
Le persone iscritte nel REPR sono 42.590 nel 2024, pari a 0,7 persone protestate ogni 1.000 abitanti residenti. Analogamente al 2023 sono soprattutto uomini 26.775 (62,9%); le donne sono 15.808 (37,1%), mentre per sette persone non è presente questa informazione. Il tasso di uomini protestati è quasi il doppio rispetto a quello delle donne: 0,9 su 1.000 uomini contro 0,5 su 1.000 donne, differenza legata anche alla maggiore presenza degli uomini nel mondo dell’economia e delle finanze. Le imprese protestate sono meno rispetto al numero di persone (18.450), ma con un’incidenza più elevata (3,9 su 1.000 imprese attive nell’anno precedente).
