Referendum: si vota 8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza

21 Mag, 2025 | Economia&Lavoro, Primo piano

L’8 e il 9 giugno 2025 i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi su cinque referendum abrogativi, di cui quattro riguardano il lavoro e uno la cittadinanza.

Trattandosi di referendum abrogativi si propone ai cittadini di approvare o meno la cancellazione di una legge o di una sua parte. Essendo previsto il quorum, saranno ritenuti validi solo se andrà a votare la maggioranza delle persone che hanno diritto, cioè almeno il 50% più uno, come previsto nell’articolo 75 della Costituzione. Un passaggio storico in questo Referendum è rappresentato dal fatto che per la prima volta gli elettori fuori sede potranno votare senza dover tornare nella loro città di appartenenza.

I 5 quesiti referendari

Licenziamenti illegittimi e contratto a tutele crescenti (scheda verde)

Si propone l’abrogazione di uno dei decreti del Jobs act che riguarda il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti introdotto nel 2015. Cancellando il decreto si ristabilisce l’obbligo di reintegro del lavoratore nel suo posto di lavoro in tutti i casi di licenziamento illegittimo, come prevedeva fino al 2015 l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E’ rivolto ai lavoratori assunti dal 2015 in poi in aziende con più di quindici dipendenti.

Indennità in caso di licenziamento nelle piccole imprese (scheda arancione):

Questo quesito chiede se si vuole eliminare il tetto massimo all’indennità dovuta ai lavoratori per i licenziamenti illegittimi nelle aziende con meno di quindici dipendenti, consentendo al giudice di determinare l’importo senza limiti predefiniti.

 

Contratti a termine (scheda grigia):

In questa proposta referendaria i cittadini devono decidere se abrogare alcune norme che stabiliscono quand’è che un’azienda può assumere lavoratori con contratti a tempo determinato e a quali condizioni può prolungare e rinnovare questi contratti. Cancellando le norme in vigore dal 2015 si ristabilisce l’obbligo di una “causale” per i contratti a tempo determinato più brevi di dodici mesi, cioè l’obbligo di indicare per quale motivo si usa questo tipo di contratto. Oggi l’obbligo c’è solo per i contratti a tempo determinato che durano dodici mesi o più.

 

Responsabilità solidale negli appalti (scheda rosa): 

In questo caso al centro del quesito è la richiesta di abrogazione della norma che esclude la responsabilità solidale del committente (cioè chi affida un lavoro in appalto), dell’appaltatore (chi riceve l’incarico di fare il lavoro) e del subappaltatore (chi, in alcuni casi, svolge il lavoro per conto dell’appaltatore) per gli infortuni sul lavoro legati al tipo di attività che svolgono le imprese appaltatrici o subappaltatrici. In termini tecnici si parla di “infortuni derivanti da rischi specifici dell’attività delle imprese”. L’espressione “responsabilità solidale” indica che tutti i soggetti coinvolti (in questo caso committente, appaltatore e subappaltatore) hanno gli stessi obblighi, per esempio di risarcimento, verso chi subisce un danno di cui sono responsabili. Oggi la responsabilità solidale negli appalti non è prevista. Se invece dovesse vincere il sì, in caso di infortunio di un lavoratore dovrebbero risponderne anche il committente. Questo ha ovviamente delle ricadute soprattutto in settori come l’edilizia.

Il quesito sulla Cittadinanza (scheda gialla)

Ad oggi per avere la cittadinanza italiana le persone maggiorenni nate in un paese esterno all’Unione europea devono risiedere legalmente in Italia per almeno dieci anni. Il quesito propone di cancellare questa norma per tornare a quella precedente, in cui si stabiliva che gli anni di residenza necessari erano cinque. Tutti gli altri requisiti per ottenere la cittadinanza previsti dalla legge del 1992 non sono modificati.

Nelle schede viene chiesto a chi vota se è favorevole alla cancellazione, pertanto per abrogare una legge bisogna votare sì, per mantenerla bisogna votare no.

 

Referendum abrogativi 2025: la scheda

1. Licenziamenti illegittimi nelle grandi imprese

  • Obiettivo: Abrogare le norme del Jobs Act che limitano il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese con più di 15 dipendenti.
  • Attuale normativa: Prevede solo un indennizzo economico senza possibilità di reintegro.
  • Effetto dell’abrogazione: Ripristino del diritto al reintegro per i lavoratori licenziati ingiustamente.

Si propone di ripristinare il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti, eliminando l’attuale sistema di indennizzo economico.

2. Indennità di licenziamento nelle piccole imprese

  • Obiettivo: Eliminare il tetto massimo di sei mensilità per l’indennizzo ai lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese con meno di 16 dipendenti.
  • Attuale normativa: Limita l’indennizzo a un massimo di sei mensilità.
  • Effetto dell’abrogazione: Il giudice potrà stabilire un indennizzo più alto senza limiti prestabiliti.

Si chiede di abolire il limite massimo di sei mensilità per l’indennizzo ai lavoratori licenziati senza giusta causa nelle imprese con meno di 16 dipendenti, permettendo al giudice di stabilire un risarcimento più alto.

3. Contratti a termine

  • Obiettivo: Eliminare la possibilità di stipulare contratti a termine inferiori a 12 mesi senza giustificazione.
  • Attuale normativa: Consente contratti a termine senza causali per i primi 12 mesi.
  • Effetto dell’abrogazione: Le aziende dovranno motivare ogni contratto a termine, anche quelli inferiori a 12 mesi.

Si vuole eliminare la possibilità di stipulare contratti a termine inferiori a 12 mesi senza giustificazione, imponendo alle aziende di motivare ogni contratto a tempo determinato.

4. Sicurezza sul lavoro negli appalti

  • Obiettivo: Ampliare la responsabilità dell’impresa appaltante in caso di infortuni sul lavoro.
  • Attuale normativa: La responsabilità è limitata all’azienda appaltatrice o subappaltatrice.
  • Effetto dell’abrogazione: L’impresa appaltante sarà responsabile in solido per gli infortuni dei lavoratori.

Si propone di estendere la responsabilità dell’impresa appaltante in caso di infortuni sul lavoro, rendendola solidalmente responsabile insieme all’azienda appaltatrice.

5. Cittadinanza italiana

  • Obiettivo: Dimezzare da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale richiesto agli stranieri extracomunitari per ottenere la cittadinanza italiana.
  • Attuale normativa: Richiede 10 anni di residenza legale continuativa.
  • Effetto dell’abrogazione: Maggiore accessibilità alla cittadinanza per gli stranieri residenti in Italia.

Si propone di estendere la responsabilità dell’impresa appaltante in caso di infortuni sul lavoro, rendendola solidalmente responsabile insieme all’azienda appaltatrice.

Come si vota?

  • Date: Domenica 8 giugno (7:00-23:00) e lunedì 9 giugno (7:00-15:00).
  • Quorum: Il referendum sarà valido solo se voterà almeno il 50% + 1 degli aventi diritto.
  • Schede: Ogni quesito avrà una scheda separata, con colori distinti per facilitarne il riconoscimento.
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