Negli ultimi anni, il debito commerciale della PA ha raggiunto livelli preoccupanti, con un totale di circa 15 miliardi di euro accumulati tra il 2023 e il 2024. Questo fenomeno è attribuibile principalmente ai ritardi nei pagamenti delle fatture da parte delle amministrazioni pubbliche, che spesso superano i 30 giorni previsti dalla legge. Il Centro Studi Enti Locali ha divulgato uno studio secondo il quale il numero di città capoluogo di provincia che hanno sforato i tempi di pagamento si è ridotto significativamente tra il 2023 e il 2024, passando dal 24% al 13% del totale.
I tempi di attesa nelle città
Nello specifico alcune città, come Andria, continuano a registrare ritardi estremamente elevati, con tempi medi di pagamento di 145 giorni, mentre al contrario, città virtuose come Iglesias e Pistoia hanno saldato le proprie fatture in meno di 10 giorni.
I numeri dell’Italia nella UE
Secondo i dati riguardanti l’UE l’Italia si conferma il Paese con il più alto stock di debiti commerciali in rapporto al PIL, evidenziando un problema strutturale nella gestione finanziaria della PA. Le ripercussioni di questi ritardi nei pagamenti vanno a colpire maggiormente le piccole e medie imprese (PMI), che spesso si trovano costrette a versare le imposte senza aver ricevuto i pagamenti dovuti. Una possibile soluzione proposta è la compensazione tra crediti e debiti, che permetterebbe alle imprese di scalare i crediti vantati verso la PA dai propri debiti fiscali. Nonostante alcuni segnali positivi, come la riduzione dei tempi medi di pagamento da 34 giorni nel 2022 a 24 giorni nel 2024, il problema dell’indebitamento della PA rimane una complessità italiana da risolvere con interventi mirati.
