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Confael, lettera aperta ai candidati sindaci

All’approssimarsi della scadenza elettorale delle elezioni amministrative per il comune di Massa, con una lettera aperta indirizzata a tutti i candidati sindaci, il segretario provinciale della Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori Massimo Massai avanza le proprie proposte per dare un contributo al dibattito politico e rimpinguare il già ricco taccuino di appunti degli stessi.

La città di Massa ha tutta una serie di problematiche, in parte comuni a tante altre città d’Italia, in parte peculiari di questa zona e derivanti dalla morfologia, dalla localizzazione e dalla storia più o meno recente del luogo.


Rimanendo con i piedi per terra, il primo, annoso problema è sicuramente quello della disoccupazione/inoccupazione. Alla fine degli anni 80 e 90 quando si è deciso di puntare nuovamente sul rilancio della zona industriale, non si è considerato di investire anche nel settore che oggi è diventato tra i più redditizi: il turismo. La situazione è sotto gli occhi di tutti: mancano attività ricettive, svaghi, infrastrutture, promozione. I nostri cugini di la dal Fosso del Cinquale l’hanno capito bene. Lasciamo perdere Forte dei Marmi che fa storia a se, ma zone come Marina di Pietrasanta, Tonfano, Lido di Camaiore, sono in pieno sviluppo. Pulizia, ordine urbano, ricettività per tutte le tasche, consentono di incrementare ogni anno il numero delle presenze. La nostra richiesta ai candidati è quindi quella di assimilare quanto di buono è stato fatto da quelle amministrazioni, valorizzando le bellezze che ci sono state donate (mare, apuane e vestigia storiche), attraverso una seria intercettazione delle risorse europee, attraverso il project financing e aprendo il più possibile agli investitori esteri attraverso una promozione mirata sui vari mercati. E’ inutile ricordare che il turismo rappresenta un volano eccellente per l’occupazione, il commercio e l’artigianato.

Nel mondo del lavoro la politica deve intervenire con decisione per contribuire a ridurre, fino a far scomparire, gli infortuni , ai quali segue spesso il decesso. Le normative esistono, come tutte le cose possono essere migliorate, ma vanno applicate nel modo corretto. Ma non deve essere la paura di una multa o di una denuncia la leva per far scattare la prevenzione. La parola a nostro avviso si chiama condivisione. L’impresa e il lavoratore devono marciare uniti, con l’aiuto dei sindacati dei lavoratori e di quelli datoriali, sul percorso comune della conoscenza dei rischi, della formazione seria e non come avviene spesso da “un tanto al chilo”, fatta perché la legge lo prevede e quindi “bisogna farla”. Nossignori, la conoscenza del pericolo deve essere ben compresa . Purtroppo la fatalità esiste e non può essere in nessun modo prevista, ma le furberie e la superficialità possono e devono essere combattute . Per tanto chiediamo ai candidati sindaci il massimo dell’impegno su questo fronte, sia con le forze a loro disposizione, sia con nuovi strumenti (concertazione, analisi, individuazione degli obiettivi di decremento) da individuare, per i quali, fin da subito, ci mettiamo a disposizione.

L’attenzione al territorio dovrà essere più incisiva di quanto fatto fino ad adesso. Non chiediamo progetti faraonici di tutela, ma una politica attenta, quotidiana, di verifica e di condivisione delle problematiche segnalate, con l’impegno a fornire soluzioni rapide in tutti i settori: acqua, terra, verde, bonifica, rifiuti, viabilità. Riteniamo che sia meglio guardare tutti i giorni fuori dalla finestra per vedere i piccoli problemi piuttosto che indignarsi di fronte ad un problema grande, quasi sempre la sommatoria di piccole criticità. Attivarsi affinchè se da una parte l’ambiente deve essere funzionale a chi lo vive, dall’altra venga condivisa fin dalla più tenera età la cultura del rispetto.

Sulla sicurezza, ci sarebbe da scrivere un libro. Noi chiediamo ai candidati di recepire con attenzione gli allarmi che provengono dalla cittadinanza, dagli anziani e dai disabili. Ci sono innegabilmente delle sacche di delinquenza che finora sono state sottovalutate. Questo ha finito per creare la psicosi del diverso che, sia per etnia, per colore della pelle, per credo religioso viene visto come un potenziale pericolo, viene evitato e additato, psicosi che alcune scelte scellerate hanno contribuito ad alimentare. Quindi, a livello di città, dove è più facile il controllo piuttosto che a livello nazionale, la nuova amministrazione dovrà provvedere a facilitare i percorsi di inserimento e di conoscenza, con l’utilizzo però di un filtro che consenta di ospitare solo gli aventi diritto e con limiti numerici predefiniti, collaborando con tutte le forze di Polizia, affinchè vengano individuate con immediatezza le persone che delinquono abitualmente. La stessa amministrazione, in quanto interfaccia tra la popolazione e la Legge, dovrà essere fortemente propositiva con gli organi che sovraintendono alla sicurezza (Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri e Finanza) per garantire la sicurezza dei cittadini.

Ed infine maggiori interventi nell’ambito della Sanità e della Tutela della Salute, di concerto con la Regione Toscana ma senza subìre imposizioni. Oggi ,purtroppo, questo settore è stato lasciato andare e spesso, troppo spesso, sta in piedi solo per la buona volontà e lo spirito di sacrificio dei lavoratori.

Tutto questo si può realizzare solo con adeguate risorse per le quali chiediamo attenti, trasparenti e mirati stanziamenti, stabilendo un ordine di priorità con il coinvolgimento di tutti gli attori interessati aprendo, di fatto, una nuova fase della politica, che parta dal basso e non venga più calata dall’alto, e nella quale la cittadinanza divenga parte integrante ed ascoltata.

Buon lavoro.

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