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ANTIMAFIA SICILIA FINE DELLA RETORICA E DELLA CONCERTAZIONE CONSOCIATIVA


Il Segretario Generale del Sindacato autonomo Confael, Domenico Marrella, esprime un plauso alla magistratura ed alle forze dell’ordine nissene per la straordinaria capacita’ mostrata nel dare vigore alla battaglia contro l’antimafia “ di facciata”. Ne e’ una fulgida testimonianza l’arresto dell’ ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, indagato per concorso esterno, delegato alla legalita’ di Confindustria nazionale ed ex componente dell’ “ Agenzia Nazionale dei beni confiscati alla mafia “ .


In simili contesti , continua Domenico Marrella, sono in gioco credibilita’ e correttezza di associazioni composte anche da persone per bene, quando ad inciampare sul terreno della legalita’ e della lotta alla mafia sono dirigenti di spicco, con fortissime propensioni persino al condizionamento di organi dello stato.


La triste e sconcertante realtà è che oggi dalle pagine odierne dei giornali, oltre a retorici atti di presenza, non si leggono ancora nette ed inequivocabili prese di distanza e di condanna da parte delle organizzazioni sindacali siciliane e delle associazioni antimafia.


La Confael, afferma il Segretario Generale Marrella, chiedera’ al prossimo governo di riformare le politiche sociali e del lavoro per cambiare dalle fondamenta in chiave pluralista l’attuale modello della concertazione, ancora oggi dogma monolitico ad uso di Confindustria e confederazioni sindacali.


Il Mezzogiorno d’Italia e la Sicilia , conclude , necessitano di un “ Piano Straordinario per lo sviluppo e le infrastrutture” assicurando nella loro terra, occupazione e formazione ai giovani. Lavoro, istruzione e cultura saranno la terapia giusta contro le incrostazioni criminali, mafiose, politiche ed associative.


Manlio Cardella, Segretario regionale di Confael Sicilia, conferma che per comprendere la gravità di alcune evidenti contraddizioni, basta osservare alcuni chiari ed inequivocabili messaggi provenienti dalla Sicilia.


Negli ultimi anni infatti, le politiche antimafia ed antiracket sono state azzerate proprio da coloro che ne rappresentavano il vessillo e ne diffondevano le idee. Roberto Helg, presidente di Confommercio Sicilia, predicando “ Addio Pizzo” è incappato da Presidente della Camera di Commercio di Palermo nelle maglie della giustizia, incassando il pizzo dal proprietario di un bar collocato all’interno dell’ aereoporto Falcone-Borsellino.


Quale messaggio arriva ai giovani, ai lavoratori, ai disoccupati, agli imprenditori onesti ed incorruttibili?


Dirigenti come Montante ed Helg , per anni, quali profeti dell’etica, sono andati girovagando per le prefetture siciliane sottoscrivendo protocolli di legalita’, aggiuntivi a quello firmato nel 2010 da Emma Marcegaglia presidente di Confindustria e Roberto Maroni Ministro degli Interni.


Un esempio tra tutti. Come non citare la Prefettura di Agrigento. Il 22 gennaio 2014, Antonello Montante, delegato naz.le per la legalita’ di Confindustria, accompagnato da Giuseppe Catanzaro - vice presidente di Confindustria Sicilia e Antonio Siracusa - Ance Sezione Edili Agrigento, firmarono un protocollo di legalita’ innanzi al Prefetto Diomede, trasferito anch’esso recentemente d’urgenza per altre vicende sul tema antimafia.


A ben vedere i fatti di questi giorni, la vicenda dell’informativa antimafia emanata il 10 ottobre 2012 dalla Prefettura di Agrigento a carico dell’ Esiea Cpt - ente bilaterale di formazione e sicurezza previsto dal Contratto Nazionale di Lavoro Edili, oggi potrebbe ancora meglio essere riconducibile ad una lotta per il riequilibrio di posizioni non del tutto interne solamente a Confindustria ed Ance. Anche la politica ed il governo regionale hanno svolto un ruolo certamente non secondario.


Il 16 gennaio 2013 l’allora Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, legato a doppia mandata a Confindustria Sicilia insieme all’ Assessore regionale alla formazione Nelli Scilabra, come testualmente riportato dalla stampa, gridarono scandalizzati, facendo riferimento all’ ESIEACPT di Agrigento : le mani della mafia sulla formazione!


il 22 maggio 2013, a fare da contraltare e a smentire clamorosamente Crocetta e la Scilabra, intervenne la sentenza del TAR Sicilia che definì testualmente l’informativa antimafia, emessa a carico dell’Ente bilaterale ESIEACPT, un grave abbaglio della Prefettura di Agrigento.


Una Prefettura quella di Agrigento che, grazie ai protocolli di legalita’, aveva dato a Confindustria carta bianca nell’ individuazione di una withe list nella quale inserire imprese associate ed enti di riferimento, di specchiata trasparenza antimafia!!!

Tra questi enti non era stata inserito proprio l’Ente denominato ESIEACPT, che dopo trentanni di attività, a seguito dell’informativa antimafia, si è vista revocare, senza reazione alcuna, ne da parte di Ance sezione edili ne inspiegabilmente da parte di Fillea Cgil - Filca Cisl E Feneal Uil, l’accreditamento formativo, il finanziamento concesso dalla Regione di ben 380 mila euro nonché le convenzioni con il Genio civile e le stazioni appaltanti, in materia di sicurezza nei cantieri edili di lavori pubblici.


Il Sindacato Confael Sicilia, conclude Manlio Cardella, ha avanzato la proposta dell’adozione di un nuovo modello di concertazione ai Presidenti di Regione, dell’ARS –Assemblea Regionale Siciliana e delle commissioni parlamentari.

UFFICIO STAMPA

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