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Protesta dei netturbini, la Confael: "Puntare sulla differenziata"

"Protesta dei netturbini, la Confael: "Puntare sulla differenziata"

Protesta degli operatori ecologici davanti al municipio di Agrigento. Questa mattina i lavoratori sono riuniti in un sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil per dire "no" ai tagli di una cinquantina di posti di lavoro che sarebbero la conseguenza diretta ed immediata dell'applicazione da parte della giunta, della cosiddetta “diminuzione del quinto d'obbligo” nell'appalto del servizio di igiene ambientale. LEGGI ANCHE: CINQUANTA POSTI DI LAVORO A RISCHIO "Piena solidarietà" anche dal sindacato Confael, confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori. "La Confael - si legge in una nota del sindacato - ai tavoli di concertazione intende sottoporre adeguate proposte al fine di contribuire alla risoluzione della grave problematica in atto, circa il paventato rischio del posto di lavoro dei dipendenti. Intendiamo proporre a tutti gli attori istituzionali in campo - Comune di Agrigento, Srr Ato 4, prefettura - un deciso cambio di rotta nelle gestione del servizio di nettezza urbana. Occorre in materia di raccolta differenziata, passare dalla fase della sperimentazione a quella dell’attuazione su scala di tale sistema a valere su tutta la città". Secondo la Confael, "questo consentità, nel pieno rispetto di quanto previsto e imposto dalle normative europee, da un lato di collocare il Comune di Agrigento tra quelli virtuosi, assicurando un servizio porta a porta in una città dal territorio molto ampio, dall’altro di abbassare in maniera decisa il conferimento dei rifiuti solidi e urbani in

discarica, salvaguardare i livelli occupazionali. Il tutto con evidenti benefici che si verranno a determinare anche con l’abbattimento dei costi a carico dei cittadini ed utenti".

“La situazione è gravissima – spiega il segretario generale della Cgil funzione pubblica Alfonso Buscemi – perchè i licenziamenti conseguenti alla diminuzione del quinto d'obbligo si sommerebbero ai lavoratori che la Gesa dovrebbe licenziare se il Tar dovesse dare ragione al comune di Agrigento sulla rinuncia ai servizi che attualmente sono garantiti dalla stessa società. Non dimentichiamo che comporterebbe un taglio di qualcosa come 45 o addirittura 50 posti di lavoro".

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